Repubblica

per Tom Hughes

Un’inquieta miscela di vin sardo
e Venere s’alza sulla stazione di benzina.
Sagome di ombre suburbane si stendono
sotto lo splendore delle Pleiadi,
tra scuri continenti di nubi che si mischiano
nel tempo in cui fumi una sigaretta.
Da qualche parte un politico cerca sul dizionario
se ‘bayonetting’ si scrive con una t o con due.
Da qualche parte un prete studia i risultati
delle ultime elezioni comunali.
Il bimbo dorme nella bufera seguente
tra stampe d’elefanti e di pinguini
mentre lerci cani dagli occhi lustri sulla strada
inarcano la schiena tra cancelli chiusi e lampi.
La mattina dopo la nascita del bambino
la lurida finestra della chiesa illuminò
due bombole di gas nascoste sotto l’altare
e scalini in giù, verso un umido rettangolo d’assenza.
Quando si parla di battesimo, vedo il bambino
mille metri più alto – un fiume che scorre tra
tra bruniti ciottoli ferrosi e una scoscesa foresta.
Il fiume Sangro, venticinque passi largo,
fondo quanto acqua versata sulle mani,
dove, si dice, i lupi nottetempo ancora vanno a bere.
(traduzione di Angela D’Ambra)