Parole dal mondo

Sfumature di bianco più scure

Sotto razza/etnia
barro la casella “bianca”
non sono
una minoranza
nelle loro liste
e mi cancellano
con la punta rossa
di una matita
numero due.
Vado a scuola
piuttosto povera
perché sono bianca.
Non c’è nessuna
casella da barrare
che non ho
i cammelli in giardino
che mio padre
non ha otto mogli
nelle tende
del suo harem
o del suo palazzo
o dell’isola
che ha comprato
coi soldi
del petrolio.
Mio padre fa il contadino.
Mia madre fa l’insegnante.
Sono bianca
perché non ci sono
caselle per esotica.
Mio marito
non ha una mitragliatrice
anche se a volte ha gli occhi che
sparano rabbia
perché sebbene lui pure sia bianco,
da tempo la sua frontiera
è stata sbavata
dalla punta rossa
di una matita
numero due.
Un mio amico nero
mi chiama donna di colore.
Mia madre che è bianca
dice che sono caucasica.
Un mio amico ispanico/messicano-americano
capisce il mio dilemma.
Il mio Paese, che è un melting pot di democrazia,
invece no.

traduzione di Verusca Costenaro

L'autore

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Laila Halaby

Laila Halaby è nata a Beirut da padre giordano e madre americana. È cresciuta negli Stati Uniti, per lo più in Arizona. Ha viaggiato molto, vissuto sia nella East Coast che nella West Coast, nel Midwest, in Giordania e in Italia. Possiede una laurea triennale in arabo e in italiano, e due lauree specialistiche, una in Letteratura Araba e una in Counseling. Al momento, fa la counselor per l’Università dell’Arizona. La sua pubblicazione più recente è un memoriale di poesie, my name on his tongue. Con il romanzo West of the Jordan si è aggiudicata il PEN/Beyond Margins Award, mentre con il romanzo Once in a Promised Land è stata nominata una delle migliori autrici esordienti dalla Barnes & Nobles. Il romanzo stesso è stato incluso tra le 100 migliori opere di fiction del 2007 dal Washington Post.

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